22 Aprile 2024
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GIOVANNI PICCARDO, UN MOSCHETTIERE PER DIFENDERE L´AMICIZIA...

24-10-2016 23:19 - Juniores
GIOVANNI ARAMIS PICCARDO... IN VERSIONE DECATLETA...
CONTINUA LA CARRELLATA DEI PROTAGONISTI DEL SODALIZIO VERDEBLU´, ATTRAVERSO LE INTERVISTE DELLA NOSTRA REDAZIONE.

Carissimi Amici e Gentili Amiche, proseguiamo la rassegna delle interviste dedicate ai protagonisti del Club Verdeblù: dopo il mister della Prima Squadra Tony Napoli, è ora il turno del baldo Giovanni Piccardo raccontarsi... e raccontarci...

Il Tecnico della Primavera dell´Amicizia Lagaccio presenta un fisico particolarmente asciutto (beato lui...), sempre in splendida forma (come si vede nella foto si produce anche in cimenti tipo la corsa campestre...), ed un viso che ricorda decisamente quello di un eroe antico, tipo l´Aramis dei Tre Moschettieri, tanto per intenderci; il nostro risponde con molto dinamismo anche alle domande della Redazione...

-Ciao Giovanni: vuoi presentarti, in stile Figurine Panini. ai lettori ed alle lettrici del nostro sito?

"Volentierissimo: sono nato 36 anni fa, ed il calcio mi è sempre piaciuto: dopo aver vagabondato parecchi anni sui campi di seconda e terza categoria, sono poi passato all´innovativo calcio a 5; appese classicamente le scarpe al chiodo, ho iniziato, quasi per scherzo, ad allenare una formazione femminile di calcio a 7 di Savona, denominata Sampor ASD: era il 2004. Capisco subito che il ruolo non mi sta stretto per nulla: con molta rapidità il Team cresce parecchio a livello numerico, e non solo... Mi piace ricordare, tra le molte atlete che ho avuto il piacere di avere come compari di avventura, Denise Civitella, Claudia Caviglia, Chiara Catarsi e Francesca Parodi: piano piano cresciamo, riuscendo anche a raggiungere qualche risultato importante, non soltanto nel Torneo Regionale a Sette, ma anche in quello a Cinque calciatrici. Sono i prodromi di un nuovo orizzonte, una costola nascente del futuro Vado, che si integrerà con le ragazze provenienti dal Bragno, ex Cairo. Ho così iniziato a prenderci sempre più gusto, proseguendo ad allenare: mi è stato ad un certo punto dato l´incarico di guidare, nel 2010, la Primavera del Vado, dove siamo riusciti a raggiungere le fasi nazionali, coadiuvato nell´occasione dall´aiuto di Tony Napoli. Dal 2011 mi sono poi seduto, in coppia con mister Gandini, sulla panca della Prima Squadra del Vado Ligure, e l´ho fatto per ben per tre stagioni, collezionando due secondi posti ed una terza piazza: nel 2013 con le ragazze rossoblù abbiamo conquistato la Coppa Liguria, mentre nella stagione successiva abbiamo sfiorato il bis, giungendo in finale. Poi è rientrata alla base Raffaella Fracchia, in Prima Squadra, ed io sono tornato nuovamente ad allenare la Juniores: nonostante un difficile inizio, le giovani hanno saputo togliersi qualche bella soddisfazione, come la prestigiosa vittoria nei confronti del super Ligorna di mister Lo Bartolo (unica loro sconfitta in tutta la stagione)."

-Sappiamo che oltre al ruolo di Coach, hai anche avuto modo di fare preziosa esperienza nella non facile funzione di Responsabile del Settore Femminile del Club...

"E´ vero: a Vado ho avuto modo di ricoprire per vari anni questo ruolo, cosa assolutamente non semplice, e spesso foriera di parziale confusione, con conseguente identificazione del sottoscritto con il Sodalizio intero! La verità è che nel mondo del calcio in rosa siamo troppo sottodimensionati, ed a volte si è costretti, nostro malgrado, a svolgere funzioni molteplici."

-Torniamo alla panchina: come ti descriveresti, come Trainer di una Squadra?

"Mi ritengo un allenatore normale con alcune idee magari peculiari del
mio background. Mi piace tentare di fare qualcosa di costruttivo, nel mio piccolo, per l´intero Movimento: per questa ragione ritengo sia molto importante dare una buona immagine delle ragazze che giocano a pallone; già sappiamo quanto sia ridotta la visibilità del nostro calcio femminile, ma tutti dovremmo sentire quasi come una missione l´impegno di fornire un discreto spettacolo a quelli che, magari anche solo per mera curiosità, vanno a vedere una partita: impegno e tecnica, insomma, cercando di trasmettere alle calciatrici idee e soluzioni atte a migliorarle sotto molteplici punti, ed a raggiungere lo scopo sopraccitato. Cerco di farle molto ragionare, in modo che possano prevalere sull´istinto, imparando a valutare l´opportunità migliore, e a non aver timore di coglierla; trovo importante l´idea del Gruppo, il lavorare assiduamente con la Squadra, formando e plasmando, con grande spirito di sacrificio, e con la fondamentale dedizione durante gli allenamenti, un vero Team, con le protagoniste convinte assertrici degli autentici valori dello sport. Troppo spesso ci dimentichiamo di come questa disciplina non sia esclusivamente divertimento, componente ovviamente fondamentale, ma debba anche basarsi su serietà e responsabilità, soprattutto quando si sceglie uno sport di Gruppo, e non uno singolo, e dove quindi dobbiamo ancora maggiore rispetto nei confronti di tutti gli appartenenti all´entourage."

-Il tuo arrivo al Lagaccio è abbastanza fresco: vuoi raccontarci brevemente le tue sensazioni?

"Il mio avvento in questo Club è stato caldeggiato dall´amico allenatore
della Prima Squadra, Tony Napoli; non è stato facile lasciare Vado, ma
non esistevano più le condizioni ambientali per continuare
un´avventura, anche magari con la squadra delle Giovanissime. Ho scelto di
provare una esperienza diversa e di rimettermi in gioco; punto a fare bene:
il progetto è quello di crescere, per poter dimostrare le mie potenzialità.
Ho sposato le idee di questa società, che è molto seria. Ora
sono alla guida di un gruppo ampio, con individualità anche
importanti, che devono essere messe in condizione di esprimersi al
meglio, all´interno di un contesto organizzato."

-L´avvio del campionato ha visto le tue Girls vincere una partita fuori casa, e poi soccombere tra le mura amiche...

"So di andare magari controcorrente, rispetto alla normalità, ma penso che l´obiettivo del nostro Torneo debba abbastanza prescindere dai risultati sportivi; per carità, noi scenderemo sempre in campo per vincere, e per migliorare la nostra graduatoria, però è indubbio che il nostro principale target debba essere rivolto alla crescita costante dei vari giovani virgulti, sino a renderli un domani disponibili per il salto nella formazione maggiore, dove già oggi l´età media è molto bassa.. Per quel che riguarda poi le prime due gare del Torneo, devo sinceramente dire che sono moderatamente soddisfatto delle nostre recite: ci vuole tempo e pazienza, e non ci manca né l´uno né l´altra... Ad oggi siamo ancora un po´ legati ad un contesto molto individuale dove crediamo che le giocate dei singoli possano risolvere le situazioni più intricate. Abbiamo difficoltà a gestire lo svantaggio dal punto di vista caratteriale ed emozionale, ma questa è una cosa tipica e normale, per un gruppo piuttosto nuovo, che deve ancora conoscersi bene ed amalgamarsi. Quale sarebbe la mia soddisfazione maggiore da allenatore della Juniores? L´ho già detto prima: riuscire a far crescere le giovani, portarle al raggiungimento di un bagaglio tecnico e tattico importante, tanto da potersi presto cimentare con il campionato maggiore."

-Dobbiamo dire sinceramente che ci piace molto questa tua visione, più anglosassone che italiana... dove il risultato, anche nelle Giovanili, viene sempre al primo posto...

"Questo è un mio convincimento sincero: sprono sempre le ragazze alla ricerca continua del fraseggio, del provare a giocare, sempre e comunque: voglio che provino ad uscire, senza dover sempre rilanciare lungo, attraverso il portiere; questa filosofia può anche non pagare, in termini di risultati; è innegabile, per esempio, che due dei tre gol subìti nell´ultimo match sono nati da un nostro errore di impostazione, che ci è costato caro in entrambe le situazioni; voglio dire: questo modo di pensare, e di agire, si può scontrare fatalmente, e particolarmente all´inizio, con l´esigenza del raggiungimento del risultato; a mio avviso, però, la strada scelta è quella giusta, e con pazienza ed applicazione riusciremo poi ad essere premiati; mettiamola così: stiamo facendo un investimento sui nostri giocatori, insieme portiamo avanti un processo di crescita; perdere dispiace, ma anche imparare la cultura della sconfitta potrà fare bene per forgiare educazione e carattere. Fino a quando si potrà vincere, certo, ma convincendo, giocando bene, ed essendo pronti per palcoscenici sempre più importanti."

Cosa si può ancora aggiungere, dopo queste belle parole? Il nostro Aramis Giovanni Piccardo ci ha convinto. Un vero Moschettiere, per difendere il regno del Lagaccio: le Guardie del Cardinale sono avvisate...



Fonte: Redazione

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