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LUCA GANDINI, UN "TATTICO" ALLA CORTE DEL LAGACCIO...

10-11-2016 22:32 - News Generiche
LUCA GANDINI (A SINISTRA), FESTEGGIA CON GIOVANNI PICCARDO LA CONQUISTA DELLA COPPA LIGURIA
ANCHE QUESTA SETTIMANA FARI PUNTATI SU UN PROTAGONISTA DEL CLAN VERDEBLU´: LA PAROLA AL COACH LUCA...

Carissimi Amici del Lagaccio, prosegue la nostra pseudo-rubrica atta a far meglio conoscere gli alfieri che collaborano con il Club Verdeblù. Tocca oggi al vice di Mister Piccardo, il grande Luca Gandini, un vero appassionato dello Sport in generale, e del Calcio in particolare. Il ritratto che ne è uscito è a nostro avviso interessante e godibilissimo. Buona lettura.

-Luca, raccontaci qualcosa di te, tanto per presentarti al nuovo ambiente dell´Amicizia Lagaccio...

"Beh, non aspettatevi un´autobiografia in stile Maurito Icardi, perché ne rimarreste molto delusi. Quando sono nato, 34 anni fa, la multimedialità era ridotta ad un computer ed ad un modem 56k. Quindi, per forza di cose, bisognava ancora uscire di casa per avere una vita sociale e, grazie a ciò, è nata la mia passione per il calcio. Ho portato avanti gli studi fino a conseguire una laurea in Ingegneria Biomedica, che ad oggi mi sta aiutando nel mio lavoro in ambito informatico. Però... siccome al cuor non si comanda, ed il pallone ha avuto sempre un posto in prima fila nel mio personale mondo, ecco che.... mi lancio nel mio divertimento, gioco nelle giovanili del Vado e del Quiliano; poi, da allenatore, quando gambe e fiato non potevano più reggere i ritmi di una partita, inizio una nuova bellissima avventura...".

-Qual è stato l´innesco della tua ´carriera´ da coach?

"Qui, in effetti, un episodio curioso ve lo posso raccontare. Ero nella mia camera che studiavo, tremendamente annoiato per un esame di Geometria, quando vidi dalla finestra alcuni ragazzi che giocavano nel campetto sotto casa. Non mi quadrava qualcosa. Andai sul balcone per vedere meglio e i ragazzi che avevo intravisto... in realtà erano ragazze! Correva l´anno 2002 ed il mio primo pensiero, da vero retrogrado, fu: ´No, dai...´; con poco sforzo, abbandonai il mio studio sulle ellissi, e scesi per vedere rotolare una forma a me molto più gradita: la sfera di cuoio (rigorosamente ancora ad esagoni bianchi e neri). Effettivamente erano donne alle prese col pallone. Chiesi subito se avessi potuto dare una mano nel percorso formativo delle ragazze e da lì nacque tutto."

-E l´incontro con Piccardo? Come è avvenuto?

"Accadde circa un anno dopo, ed anche questo episodio va narrato. Giovanni si unì al gruppo ed iniziammo a lavorare insieme alla Sampor, una squadra di calcio a 5. Ci trovammo subito alla grande. Siamo bastone e carota (io quest´ultima), Ying e Yang, applicazione e teoria. Il calcio a 5 era un mondo che ci stava stretto, sognavamo di mettere in pratica quello che studiavamo sui libri e vedevamo in tv. Ma ci serviva un campo a 11 ed un movimento che tardava a crescere in Liguria. Le nostre strade si separarono, a causa di miei impegni lavorativi, ma ci ritrovammo a Vado dove, nel frattempo, Giovanni aveva creato ciò che solo su carta avevamo un tempo sognato."

-Il tuo ruolo di allenatore ´in seconda´ non ti sta stretto?

"Per niente. E non lo dico per demagogia. Ho avuto un´esperienza da allenatore con la Juniores del Vado. E´ stata un´annata molto impegnativa dove ho dato tutto me stesso, arrivando a due minuti dalla vittoria della Coppa Liguria. Un´esperienza che mi ha lasciato molto, in particolare la consapevolezza che nel calcio, per carattere e per impegni lavorativi, posso dare un contributo fattivo facendo da spalla al primo allenatore. Il ´vice´ deve avere la giusta sensibilità per vivere lo stato d´animo delle giocatrici (ancor più nel mondo del calcio femminile giovanile); deve trovare la chiave di lettura di ciascuna e garantire l´amalgama delle varie caratteristiche. E poi per me il calcio è tattica...."

-Prego? Che cosa intendi dire?

"Io sono un fanatico della tattica. Sono cresciuto a ´pane e Arrigo Sacchi´, ho letto e rivisto il calcio olandese degli anni ´70, ogni tanto mi spolvero gli occhi col tikitaka del Barcellona di Guardiola (impraticabile a livello dilettantistico); venero il gegenpressing di Klopp e sono un fervido adepto del bielsismo e del cholismo. Un mash-up mica da ridere! A volte arrivo a guardare 5 partite al giorno... e se ce n´è una di particolare interesse la registro per valutarne alcuni spezzoni. Non mi prendete per pazzo, ma ognuno ha le sue dipendenze e questa la trovo meno deleteria di altre (sorride mentre parla... ndr).
Per me, un pressing organizzato con recupero della palla annesso, così come un possesso della sfera. finalizzato a ´muovere´ la squadra avversaria, ed a trovare il giusto varco, vale più di un gol segnato."


-Hai quindi la classica mentalità anglosassone, tipica del calcio giovanile d´oltremanica... Vale più il bel gioco, la crescita, la qualità... piuttosto di una vittoria... E´ così?

"Giusto! E´ così! Certo, l´ideale sarebbe vincere tramite il bel gioco, ma è una situazione talmente rara a livello professionistico, che quasi appare solo come una ideale aspirazione a livello dilettantistico. Credo che il nostro Staff abbia un target costruito su due traguardi:
innanzi tutto pensiamo che il principale nostro compito sia quello di formare le ragazze nel giocare bene a calcio, fornendo loro tutti i migliori strumenti tecnico-tattici, atti a prepararle come se fossero atlete professioniste. La speranza è che portino questi valori di abnegazione, sacrificio e voglia di emergere anche fuori dal campo, dove la vita non fa sconti.
Sarebbe molto più facile, come vedo spesso, sposare il vecchio motto... ´palla lunga e pedalare´ ma, per quanto mi riguarda, il calcio è un´altra cosa.
Il secondo nostro obiettivo è poi quello di prepararle a fare l´eventuale salto nella nostra Prima Squadra. La Serie B non è per tutte, sia chiaro, ma il vivaio deve garantire un ottimo serbatoio anche in un´ottica costi-benefici, a livello societario."


-Intravedi qualche ragazza che nei prossimi anni potrà effettuare un simile salto di qualità?

"Reputo la nostra formazione Primavera una squadra molto interessante, ancorchè parecchio giovane, rispetto alle soglie d´età della leva. Ci sono molti elementi di prospettiva, sia dal punto di vista della struttura fisica, sia da quello tecnico. Al di là di ciò, stiamo lavorando molto sull´aspetto emotivo delle ragazze. Nel momento in cui riusciranno, e sono certo che ciò avverrà molto presto, ad essere consapevoli dei propri mezzi, sicuramente l´Amicizia Lagaccio potrà contare su di loro. Questa sarà la nostra più grande, ed importante, vittoria."

Ringraziamo il nostro Luca, e sposiamo in pieno la e sue convinzioni e la sua sana filosofia calcistica. Avanti così, allora... Complimenti e buon lavoro...








Fonte: Redazione

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